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Noloco a Padova un nonluogo nonfolle per larte

Dicembre 27, 2006

<div style="text-align: justify;"><img width="150" vspace="2" hspace="2" height="112" align="left" src="/picture/upload/Image/alessandra/dicembre06/kenny2.jpg" alt="" />Il Cappellaio Matto ha incontrato Dario Lazzaretto, presidente e primo fondatore di &quot;Noloco&quot;. Noloco &egrave; un nuovo spazio dedicato alle esposizioni e all’espressione culturale e creativa in senso lato. Si trova a Padova e, tra le sue tante &quot;atipicit&agrave;&quot;, ci piace sottolinearne una in particolare: ospita le opere di giovani artisti al loro esordio, e lo fa gratuitamente, senza richedere alcun compenso, n&eacute; percentuali sulla vendita dei pezzi esposti. E’ davvero una &quot;galleria&quot; diversa da quelle a cui siamo abituati. E’, come anticipa il nome scelto per identificarne il perimetro, un non-luogo, uno spazio dove esercitare l’arte e la ricerca culturale liberamente. Attualmente, e fino al 15 Gennaio 2007, Noloco presenta una personale di un artista poliedrico ed originale: Kenny Random (intervista a cura di Alessandra Frontini).<br /><br /><br /><br /><br /><font size="1" style="font-weight: bold;"><br style="color: rgb(255, 0, 0); font-family: Courier New;" /><a href="/picture/upload/File/Alessandra/vecchi/No loco.mp3"><br style="color: rgb(255, 0, 0); font-family: Courier New;" /><span style="color: rgb(255, 0, 0); font-family: Courier New;">ASCOLTA LA TRASMISSIONE</span></a></font><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /></div>

Original post by Alessandra Frontini

Lindustria del cioccolato in Svizzera e in Italia

Dicembre 18, 2006

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<p align="justify"><img height="218" alt="" hspace="2" src="http://www.radiobase.net/picture/upload/Image/alessandra/dicembre06/cioccolato.jpg" width="150" align="left" vspace="2" />Con la sig.ra Jacqueline Wolf, resposabile dello spazio culturale presso l’Istituto Svizzero di Roma a Venezia, abbiamo parlato di una mostra diversa dal solito…s’intitola &quot;L’industria del cioccolato, in Svizzera e in Italia&quot; e raccoglie molte immagini (stampe e fotografie) relative alla lavorazione e alla produzione del prelibato cibo. I materiali esposti, provengono dalle collezioni dei Fratelli Alinari di Firenze. Dalla coltivazione della pianta del cacao alle pi&ugrave; eleganti decorazioni di altissima pasticceria, il panorama &egrave; vasto, curioso&nbsp;e articolato e attraversa un percorso storico che rivela, pi&ugrave; che la competizione,&nbsp;quella sorta di &quot;gemellaggio non scritto&quot;, tra elvetici ed italiani, in questo particolare ambito produttivo (a cura di Alessandra Frontini).</p>
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<p align="justify"><strong><a href="/picture/upload/File/Alessandra/recenti/Cioccolato.mp3">ascolta la trasmissione</a></strong></p>
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Original post by Alessandra Frontini

Niccol Ammaniti al tavolo del Cappellaio Matto

Dicembre 6, 2006

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<div style="text-align: justify;"><img width="130" vspace="2" hspace="2" height="203" align="left" src="/picture/upload/Image/alessandra/Ammaniti come dio comanda.jpg" alt="" /><span style="font-family: Arial;">Io non sono un critico letterario, ma amo profondamente la lettura, specie quando ho davanti agli occhi pagine dense di spunti e contemporaneamente &ldquo;nude&rdquo;, rese vive da uno stile narrativo incalzante, diretto, privo di inutili fronzoli. </span><br style="font-family: Arial;" /></div>
<div style="text-align: justify;">Niccol&ograve; Ammaniti &egrave; riuscito a raccontare una storia &ldquo;Come Dio comanda&rdquo;? <br />La risposta non pu&ograve; che essere cercata tra le righe del suo ultimo romanzo. Un tomo, indice incluso, di ben quattrocentonovantotto pagine, che scorre con ritmo sincopato, quasi musicale. Mai noioso, &ldquo;Come Dio comanda&rdquo; &egrave; un libro ambientato in una periferia degradata, grigia, ma solo apparentemente &ldquo;assonnata&rdquo;. E questo panorama &egrave; l’unico sfondo possibile ove possano calarsi i protagonisti della vicenda. Anch’essi, infatti, nel breve spazio temporale di cinque giorni, si rivelano, come folate di vento gelido, in tutta la loro umanit&agrave;. Un’umanit&agrave; estrema, istintiva, dura, che a tratti sfiora persino la volgarit&agrave;. Uno &ldquo;stare al mondo&rdquo; spesso cos&igrave; arduo, da poter esistere unicamente grazie ad una sorta di strano patto con Dio: il Demiurgo che tutto regola, crea e distrugge assecondando le richieste, pi&ugrave; o meno legittime, di uomini incapaci di assumersi la responsabilit&agrave; del libero arbitrio. <br />Ma filtrati dalla paura, dal bisogno di imparare l’odio come sistema di sopravvivenza, dal languore di strumenti mancanti, restano fortissimi l’amore viscerale, i legami affettivi e la terribile e sublime simbiosi tra un padre e un figlio, che possono esistere soltanto uno in funzione dell’altro. Si tratta di una reciprocit&agrave; distorta, morbosa, paradossale e, forse proprio per questo, perfettamente comprensibile.<br />Il finale lascia orfani, sospesi tra speranza e dubbio, riflessione e prematura interruzione del racconto…ma &egrave; un’insoddisfazione necessaria, quasi una catarsi, che pe<img width="89" vspace="2" hspace="2" height="85" align="right" src="../../../../picture/upload/Image/alessandra/ammaniti%20zoe.jpg" alt="" />rmette all’immaginazione di costruire innumerevoli evoluzioni possibili.<br />L’incontro tra Il Cappellaio Matto e uno degli scrittori attualmente pi&ugrave; apprezzati e seguiti in Italia (e non solo), quello con Niccol&ograve; Ammaniti, si &egrave; tradotto in un’occasione per parlare di cultura in modo diretto e, ce lo auguriamo, interessante. Personalmente, consiglio la lettura del libro a tutti coloro i quali abbiano ancora voglia di mettersi in gioco.<br />Niccol&ograve; Ammaniti,&ldquo;Come Dio comanda&rdquo; , Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2006.<br /></div>
<pre wrap="" style="font-family: Arial;">(a cura di Alessandra Frontini).<br /><br /><br /><a href="/picture/upload/File/Alessandra/recenti/Incontro con Ammaniti.mp3">ascolta l’intervista</a></pre>
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Original post by Alessandra Frontini

Cerchi nellacqua Poesie musica immagini

Dicembre 6, 2006

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<p><a href="/picture/upload/File/Roberta/DURA MADRE.mp3">Ascolta l’intervista</a></p>

Original post by Roberta Borghi

Interessanti novit alla Scuola del Vetro Abate Zanetti di Murano

Dicembre 1, 2006

<p align="justify"><img height="113" hspace="2" src="/picture/upload/Image/alessandra/Abate_Zanetti.jpg" width="150" align="left" vspace="2" border="2" alt="" /></p>
<p align="justify">Quando si traduce in gesto la volont&agrave; di creare i presupposti affinch&eacute; sia la cultura a&nbsp; generare e determinare un qualsiasi tipo di produzione, piuttosto che il contrario, si innesca un meccanismo virtuoso capace di costruire (o restituire) identit&agrave; ad un luogo. Questo &egrave;&nbsp;esattamente ci&ograve; che&nbsp;sta avvenendo&nbsp;all’interno (o &quot;dall’interno&quot;) della&nbsp;Scuola del Vetro Abate Zanetti di Murano. Su tali presupposti, infatti, si fonda il progetto, presentato durante una recente conferenza stampa, che funge da &quot;linea-guida&quot; per attuare una rivoluzione culturale e metodologica, non solo relativa alla produzione di oggetti preziosi ma anche, pi&ugrave; profondamente e in modo radicale,&nbsp;nel &quot;tessuto sociale&quot;, di una terra nota come &quot;isola del vetro&quot;. L’obiettivo da raggiungere, per la Scuola del Vetro Abate Zanetti, &egrave; l’apertura a nuove realt&agrave; economiche e, soprattutto, artistico-culturali, che permettano ad essa di divenire un vero e proprio Centro Internazionale del Vetro: un punto di riferimento per il settore, un luogo di scambio e formazione, uno spazio dedicato alla ricerca e, solo in seguito, alla produzione commerciale. Ne abbiamo parlato al &quot;Cappellaio Matto&quot; con Taddeo Zuccheri, direttore della Scuola (a cura di Alessandra Frontini).</p>
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<p align="justify"><a href="/picture/upload/File/Alessandra/Cultura del vetro a Murano .mp3">ascolta l’intervista</a></p>

Original post by Alessandra Frontini

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