Sexy by Rocco Siffredi il cd musicale del Rocco nazionale
Febbraio 29, 2008
Rocco Siffredi non si ferma mai. Dopo aver girato numerosissimi film a luci rosse, diventando l’idolo del cinema porno italiano, Rocco ha deciso di cimentarsi con la moda, presentano la sua prima collezione a Pitti Immagine Uomo. Ma il cinema e la moda non erano abbastanza. E così eccolo pronto a lanciare il suo […]
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Festival di Sanremo 2008 Loredana Bert con Musica e Parole fuori per plagio
Febbraio 28, 2008
Colpo di scena al Festival di Sanremo 2008. Dopo aver fatto di tutto per portare il suo brano sul palco dell’Ariston, inscenando anche un presunto suicidio in un albergo romano, ecco che Loredana Bertè è stata esclusa dalla kermesse canora. La cantante continuerà a partecipare e ad esibirsi, ma non sarà più in gara. […]
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A MEZZARIA A GALASSIA GUTENBERG 2008 DOMENICA 30 MARZO ALLE ORE 1700
Febbraio 28, 2008
[businessportal24] E’ stato ufficializzato nella giornata di oggi il calendario di Galassia Guntenberg 2008 e la relativa presentazione di “a mezz’aria” da parte della casa editrice Boopen. Come già anticipato, il romanzo di Carmine Aceto sarà presentato ufficialmente a stampa e pubblico nel pomeriggio di domenica 30 marzo, alle ore 17.00 circa. In quell’occasione sarà possibile intrattenersi con l’autore che risponderà alle curiosità di addetti al settore editoriale e lettori.
“Sono sicuramente sorpreso dall’apprezzamento e dell’attenzione mostrata verso “a mezz’aria” – ha commentato l’autore – ma non può che farmi piacere, soprattutto, l’interesse dei lettori. L’invito inaspettato a presentare il romanzo a Galassia Gutenberg 2008 è un momento di verifica per me importante di come la storia che ho scritto e immaginato, sia giunta, attraverso canali di certo poco tradizionali, ma non per questo meno efficaci, al pubblico.
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ubi Petrus ibi Ecclesia
Febbraio 28, 2008
Dal sito ZENIT:
«Per la prima volta dal 1929, L’Osservatore Romano verrà stampato anche fuori dai confini vaticani. Lo ha rivelato il suo direttore, Giovanni Maria Vian, in un articolo apparso sulla prima pagina del quotidiano questo mercoledì. “Da sempre, un punto dolente per L’Osservatore Romano - una delle sue difficoltà - è quello della ‘ristrettezza del suo raggio di diffusione’, per riprendere le parole che nel 1961 l’allora Cardinale Giovanni Battista Montini scrisse per il centenario del giornale”, ha scritto Vian. Per favorire una sua maggiore diffusione, spiega, dal 2 marzo fino alla fine dell’anno il quotidiano verrà distribuito ogni domenica con un’altra importante testata del giornalismo cattolico, L’Eco di Bergamo».
Se arriva anche qua, finalmente lo compro.
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Tags: diario scritto di giorno
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la chiesa del beato Botta
Febbraio 27, 2008
Questa è la chiesa parrocchiale dedicata al Beato Odorico, nella mia ridente cittadina.
Il sito della Diocesi informa: «Il progetto dell’architetto Mario Botta di Lugano ha interpretato le esigenze liturgiche e pastorali attuali, come il desiderio della città, da poco divenuta capoluogo di provincia, di dotarsi di strutture, anche religiose, di valore artistico e architettonico» (l’ambiguità di quel “come” mi sembra rivelatrice).
Si sa che il progetto venne originalmente rifiutato da una diocesi svizzera: evidentemente, nella Patria del Sommo Architetto, non avevano esigenze liturgiche e pastorali avvedute come le nostre. Nemo propheta in patria, per l’appunto.
Pare che il parroco, a lavori ultimati, abbia lottato non poco per avere inginocchiatoi e stazioni della Via Crucis. Ma «non sono previsti nella chiesa di Botta», fu il diniego della Soprintendenza.
A questo punto, mi piacerebbe avere una copia scritta di tale diniego, per verificare l’eventuale presenza di una “C” maiuscola…
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Tags: forma e sostanza
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i tre giorni del cronista padano
Febbraio 27, 2008
Non sono un gran lettore di narrativa, men che meno di narrativa contemporanea. Vuoi per necessità, vuoi per abitudine, le cose che leggo sono in prevalenza testi classici o saggistica (gli ultimi due, giusto per dare un’idea del grado di alienazione, sono questo e questo). Insomma, di solito arrivo al massimo a Graham Greene, o a Flannery O’Connor, e non passo oltre. È un mio limite? Probabilmente sì, ma registro con cura tutte le eccezioni alla regola: come questo romanzo di Valter Binaghi, che mi accompagna da ieri sera e che trovo formidabile (copertina a parte…). Di cosa parla, lo spiegano molto bene Faber, qui, e Carlo Gambescia, qui.
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Tags: scaffale aperto
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veltrusconismi
Febbraio 26, 2008
Ne parlava Carlo Gambescia. Ne riparlano Biz e Kelebek (qui e qui).
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Tags: interventi incivili
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a mezzaria Polifonia del dubbio Intervista con lautore
Febbraio 26, 2008
[businessportal24] “a mezz’aria”, Polifonia del dubbio. Breve intervista con Carmine Aceto. Un romanzo magmatico, un’eruzione impetuosa di brandelli esistenziali, una scrittura densissima: questo è A mezz’aria. In una narrazione polifonica senza centro, si aggrovigliano residui e combinazioni di storie umane per un’immersione radicale in una realtà dove il dubbio fissa l’orizzonte di ogni esperienza, agitando rovinosamente i contatti con le cose, con l’alterità, con sé stessi. Ciascuna vita moltiplica la piena del dolore, a rivelare, senza remissione, la sospensione di ogni possibilità di comprensione e giudizio sulla verità del vivere, o del morire.
Nel racconto squarci di esistenze dislocate nel tempo e nello spazio si connettono e risultano speculari. Dovendo scegliere una sola vita per spiegare il senso di A mezz’aria, quale proporrebbe? “Probabilmente quella di Arif. Un uomo che capita nella storia degli altri senza saperlo e senza volerlo. In un modo insolito e incomprensibile, si ritrova nella sua debolezza a diventare un pellegrino fuori dal tempo e dallo spazio.” Qual è la cosa più forte del Suo libro?
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Lavoro italian gigol offresi a 300 euro a notte
Febbraio 25, 2008
Da Torino ci arriva una storia molto particolare, che la dice lunga sul mondo del lavoro italiano e su come sia difficile avere un impiego. Max è un ragazzo di 28 anni, ha due lauree e nel passato ha lavorato come modello. E adesso cosa fa? Fa lo gigolò. E lo fa praticamente per […]
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Oscar 2008 Non un paese per vecchi il miglior film
Febbraio 25, 2008
Ieri sera, al Kodak Theatre di Los Angeles, sono stati assegnati i tanto ambiti premi Oscar. E tra lacrime di commozione per il ricordo degli attori e dei registi scomparsi recentemente e lacrime di felicità per la vittoria di una statuetta, a gioire veramente sono stati Ethan e Joel Cohen, che si sono aggiudicati […]
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La Birmania contro Rambo troppo grasso
Febbraio 25, 2008
Una rivista birmana ha deciso di sparare a zero sull’ultimo film di Rambo. Il quarto episodio della serie, infatti, è stato descritto senza utilizzare mezzi termini: l’eroe cinematografico è stato definito un grassone lunatico. Ma le accuse rivolte all’ultima pellicola della saga, e anche al suo attore Sylvester Stallone, non nascondono altro? Forse, alla […]
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Luke Crumb al primo live dopo FATHER MOTHER EP
Febbraio 23, 2008
[businessportal24] Mercoledì 5 Marzo Luke Crumb si esibirà presso il Tea Room in Porta Giustizia, Siena. È il primo live dopo l’uscita dell’EP d’esordio FATHER & MOTHER e c’è fermento nella piccola città universitaria italiana, anche perché, oltre al formato digitale sul sito worldmusicservice.com non esiste ancora un cd “materiale” da acquistare e chissà se “il Poeta” non abbia scelto proprio questo elegante locale per presentare e lanciare FATHER & MOTHER [EP] informato cd.
Promozione a parte l’evento desta particolare interesse per la sua natura: Chitarra e Voce. Alla domanda: “Luke il tuo EP ha un sound potente, da dove viene la scelta dell’esibizione solista?” Luke ha risposto “Io sono uno che cerca…e negli anni ho trovato un modo per condividere le mie esperienze con altre persone, questo modo è il live da solista, perché è intimo, sensuale è…un po’ come tornare a suonare nella mia camera di quando ero adolescente” e alla domanda “Che tipo di rapporto hai con i piccoli locali d’intrattenimento?” la sua risposta è stata “Dopo anni passati a dover suonare un certo tipo di canzoni, prevalentemente cover, ho incontrato Ilario, il gestore del Tea Room, il quale mi ha dato carta bianca e mi ha dimostrato fiducia e curiosità.
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vivere senza menzogna
Febbraio 22, 2008
Una bella riflessione di Adriano Dell’Asta, su Avvenire di oggi:
«Nell’ultimo numero della rivista “La Nuova Europa” (1, 2008), compare un interessante saggio di Ljudmila Saraskina, studiosa di letteratura, autrice di una monumentale biografia di Solzenicyn di imminente uscita in Russia. Il saggio ricrea la storia del famoso appello Vivere senza menzogna, che lo scrittore russo volle fosse reso pubblico il 13 febbraio 1974, all’indomani del suo arresto e quindi poco prima di quella che divenne la sua espulsione, ma che poteva essere anche una condanna detentiva durissima (se non già la condanna a morte come qualcuno chiedeva).
L’appello, disinteressandosi della sorte personale dell’autore, della sua libertà e della sua stessa vita, era l’invocazione a una lotta senza quartiere contro la menzogna: “che non domini con la mia collaborazione! …Ecco la nostra via: non sostenere in nessun caso consapevolmente la menzogna”.
Come mostra bene la Saraskina, non si trattava di un proclama politico, filosofico o religioso, ma dell’appello a “un riesame completo della propria vita e della propria coscienza”, era un’invocazione all’inquietudine della coscienza. Per Solzenicyn, in effetti, il problema fondamentale di un regime totalitario come quello sovietico, prima ancora del terrore con il quale aveva fatto milioni di vittime, era quello della menzogna che aveva avvelenato l’anima dell’uomo e rischiava di farlo scomparire come specie umana, una menzogna onnipervasiva che aveva portato uno scrittore sovietico famoso, il premio Nobel Solochov, a dire: “Scriviamo come ci detta il cuore, ma il nostro cuore appartiene al partito”.
La storia di Solzenicyn e della sua fortuna letteraria mostrano del resto perfettamente questa centralità dello scontro tra la verità e la menzogna. Quando la rivista Novyj Mir pubblicò Una giornata di Ivan Denisovic, il numero andò subito a ruba, la gente lo cercava con ansia come un oggetto prezioso, quasi non capendo più niente per la paura di non riuscire a trovarlo; come ricordava Sergej Averincev, uno dei più grandi intellettuali russi del XX secolo: “Non dimenticherò mai un uomo un po’ strampalato, che non riusciva a dire il nome del Novyj Mir e chiedeva alla giornalaia: ‘Ma sì, ma sì, quello dove c’è scritta tutta la verità!’. E lei capiva di che cosa stesse parlando il suo interlocutore”. Era un altro mondo che aveva fatto irruzione nell’Unione Sovietica del post-stalinismo.
E di un altro mondo ancora furono le reazioni del mondo letterario ufficiale, che attaccò Solzenicyn prima ancora che lo facesse il potere, con una violenza verbale che autorizzò poi il potere stesso alla campagna che avrebbe portato all’espulsione dell’autore scomodo. Solzenicyn venne bollato come un “nemico di classe”, un “malato psichico pericoloso”, “pieno di veleno e di disprezzo”.
E si potrebbe proseguire ancora a lungo se non si dovesse ricordare che anche in Italia le reazioni di questo tipo furono la maggioranza e caratterizzarono anche scrittori di valore, che non agivano per timore, sudditanza politica, interesse o quant’altro; si pensi a chi definì Solzenicyn “un retore declamatore che non vale niente come scrittore”, uno scrittore anonimo rispetto al quale “un corrispondente di provincia scrive meglio”; ma si pensi anche a una parte consistente del mondo politico, non comunista o in qualche caso anche anticomunista, che guardava con fastidio il dissenso e gli scrittori del dissenso perché potevano disturbare il processo di quella che allora veniva chiamata la distensione.
Fu realmente lo scontro di due mondi, che non erano definiti soltanto da una collocazione geografica o da un’appartenenza politica e neppure dalla legittima diversità di valutazione del valore di un’opera artistica; come accenna la Saraskina alla fine del suo articolo, anche oggi, e anche quando il valore artistico di Solzenicyn non è più in discussione, le reazioni alla sua opera hanno ancora la stessa caratteristica di un tempo: sembra di parlare di due mondi e di due realtà diverse.
Ci pare venga così alla luce un problema fondamentale del sistema totalitario e della menzogna che ne costituisce il cuore, un problema che è stato già messo in luce nella letteratura russa di questo secolo o anche da alcuni autori in occidente (come Alain Besançon, ad esempio), ma sul quale non si è ancora riflettuto abbastanza: la menzogna che Solzenicyn invitava a combattere non è quella classica, di chi mente sapendo di mentire.
Non abbiamo qui due parole o due interpretazioni per dire una sola realtà; abbiamo una parola che dice due realtà: Solzenicyn dice libertà dell’artista che appartiene esclusivamente all’arte e al suo mistero irriducibile, Solochov parla della libertà del partito al quale appartiene il cuore dell’artista reso schiavo. Ma allora quando abbiamo diverse posizioni, il contrasto non è più tra due interpretazioni, tra due parole; e la realtà che contraddice la mia parola o il mio giudizio non va reinterpretata, discussa o ricompresa, va semplicemente eliminata.
Il terrore qui (o un certo esercizio del potere nelle società democratiche) è il corollario della menzogna: non si mente per nascondere il terrore, ma si terrorizza per mantenere la menzogna. Certo, nelle società democratiche, questo non diventa sistema di potere e resta una mentalità: un nichilismo debole e ben educato, che però un nichilismo scatenato e privo di buone maniere non farà alcuna fatica a spazzar via.
Solzenicyn invitava appunto a contrapporsi a questa menzogna, alla menzogna secondo cui l’interpretazione sarebbe più importante della realtà, tanto più importante della realtà da poter pretendere di sostituirsi ad essa e di non dover più verificare se le corrisponde e se non ha creato invece una nuova realtà che non ha più nulla a che vedere con il bene dell’uomo: si diceva “campi di lavoro correzionale” e, mentre gli uomini vi morivano a milioni, alcuni, invece di limitarsi a sopportarli come uno strumento ingiusto ma “necessario”, li esaltavano come il paradiso in cui veniva creato l’uomo nuovo socialista».
(Adriano Dell’Asta, Avvenire, 22/02/2008, p. 26)
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Vittorgio Sgarbi al verde Vende la sua collezione darte
Febbraio 22, 2008
Da quando non lavora più in televisione, Vittorio Sgarbi non gudagna più molti soldi. O almeno, non quelli che gli servirebbero per mantenere molte delle sue passioni. Come l’arte. Pare, infatti, che i conti dell’assessore alla cultura di Milano siano talmente in rosso che lui è costretto a vendere 200 opere della sua collezione […]
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Il mattino ha loro in bocca il film sulla vita e le scommesse di Marco Baldini
Febbraio 22, 2008
Marco Baldini è diventato famoso, soprattutto, per aver fatto da spalla a Fiorello nel programma radiofonico di successo “Viva Radio2“. Ma la sua vita è stata molto di più. A partire dal suo vizio per le scommesse sui cavalli, sul quale spesso Rosario Fiorello scherza. E adesso la vita di Marco Baldini è diventato […]
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The Smurfs il film in 3d dedicato ai Puffi
Febbraio 21, 2008
Qualche tempo fa vi avevamo parlato di un compleanno importante, e che avrebbe fatto la gioia di grandi e piccini: i Puffi festeggiavano i loro primi 50 anni. E tra tutti gli eventi organizzati in giro per il mondo, ecco le prime anticipazioni del film dedicato ai piccoli ometti blu che vivono nella foresta: […]
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Borders e Lulu presentano il servizio di pubblicazioni personalizzate
Febbraio 19, 2008
[businessportal24] Trasformando il sogno di ogni scrittore in realtà, Borders, uno tra i più importanti network di librerie del mondo, e Lulu.com, leader nel self publishing, aprono a tutti la strada verso la pubblicazione, con il lancio di Borders Personal Publishing program powered by Lulu. Lo strumento economico e facile da usare di Lulu.com, si unisce al grande bacino di clienti dei negozi Borders negli Stati Uniti, per questo servizio unico ed esclusivo.
Dopo un periodo di test, Borders ha lanciato il programma durante la scorsa settimana, in occasione dell’apertura del suo primo concept store negli Stati Uniti, ad Ann Arbor, in Michigan. Il servizio Borders Personal Publishing è disponibile presso il negozio tramite chioschi interattivi, e sarà presto disponibile attraverso questi totem in altri 13 concept store, dei quali Borders ha pianificato l’apertura nei prossimi mesi dell’anno. I negozi Borders già esistenti in tutti gli Stati Uniti, non avranno questi totem ma offriranno entro breve dei libri “Borders Personal Publishing” insieme ad ulteriori preziose informazioni. Attraverso questa offerta esclusiva, i clienti potranno realizzare il sogno di pubblicare le proprie storie e condividerle con il resto del mondo.
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A MEZZARIA SELEZIONATO PER EXPO GALASSIA GUTENBERG 2008
Febbraio 19, 2008
[businessportal24] E’ giunto inaspettato, ma forse per questo ancora più gradito, l’invito per presentare ufficialmente “a mezz’aria” al prossimo Expo Galassia Gutenberg che si terrà a Napoli dal 28 al 31 marzo. In occasione di questa importante vetrina, a cui parteciperanno diverse case editrici, la Boopen Editore avrà a disposizione una propria area dedicata, all’interno della quale sarà allestito una sorta di salotto letterario che ospiterà per un’intervista singola, 15 tra i più di 120 autori che hanno pubblicato con la casa editrice.
Tra i quindici autori selezionati, grazie ad “a mezz’aria”, figura anche il nome di Carmine Aceto. Questo riconoscimento è frutto dell’interesse mostrato dagli addetti ai lavori del sistema editoriale in generale e dai lettori che in questi due mesi hanno potuto leggere prima la versione e-book gratuita e poi acquistare il libro vero e proprio direttamente dal sito della casa editrice Boopen, all’indirizzo www.boopen.it. Una vetrina ambita e indiscutibilmente rilevante, quella che la giovane casa editrice ha riservato a Carmine Aceto, il quale dovrebbe essere presente a Napoli verosimilmente il 29 o il 30 marzo, ma la data verrà definita ed ufficializzata con certezza in questi prossimi giorni.
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Gli uomini come le pecore si muovono seguendo la massa
Febbraio 16, 2008
Quando gli esseri umani si trovano in molti, formando una folla, si comportano esattamente come le pecore. Tendono, cioè, a seguire quella persona o quel gruppo di persone, al massimo due, che secondo loro sanno dove stanno andando. Questo il risultato di una ricerca scientifica condotta presso l’Università di Leeds dal professor Jens Krause. […]
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San Valentino 2008 la campagna Yak di Save The Children
Febbraio 14, 2008
Le fotografie della nostra galleria di immagini sono state proposte da Save The Children per il progetto Yak proprio in occasione di San Valentino 2008. L’associazione che si occupa dei diritti dell’infanzia in tutto il mondo, ha voluto porre l’attenzione sui bambini, su quei bambini che non sanno che cos’è un giocattolo, ma conoscono […]
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Contro il ‘68/ “Un virus ancora attivo, una condanna all’ergastolo. Capanna lo ammetta…” Marcello Veneziani rovescia la contestazione
Febbraio 12, 2008
Contro il ‘68/ “Un virus ancora attivo, una condanna all’ergastolo. Capanna lo ammetta…” Marcello Veneziani rovescia la contestazione
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Femmine/ Meg Whitman lascia eBay, dopo una lunga carriera
Febbraio 11, 2008
Femmine/ Meg Whitman lascia eBay, dopo una lunga carriera
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Il future film festival compie 10 anni
Febbraio 11, 2008
Dal 15 al 20 gennaio 2008, bologna ospita la decima edizione del future film festival, l importante evento dedicato all animazione, agli effetti speciali e alla promozione della cultura delle nuove tecnologie a servizio dell arte.
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Il secolo dell avvocato: gianni agnelli
Febbraio 11, 2008
Dal 10 al 30 gennaio 2008, il complesso del vittoriano di roma ospita la mostra il secolo dell avvocato. gianni agnelli, una vita straordinaria . l appuntamento, che arriva a cinque anni dalla scomparsa di gianni agnelli, propone una vasta raccolta di immagini, fotografie e filmati chiamate a ricordare quello che è stato il più grande industriale italiano.
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160 battute/Vasco va al massimo
Febbraio 11, 2008
160 battute/Vasco va al massimo
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Musica/ Tutto esaurito per Vasco
Febbraio 11, 2008
Musica/ Tutto esaurito per Vasco
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Swingin’ London/ Il supermercato ecologico arriva da Londra
Febbraio 11, 2008
Swingin’ London/ Il supermercato ecologico arriva da Londra
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Cinema - un anno con 13 lune
Febbraio 11, 2008
Regia di rainer werner fassbinder (rft 1978, 124 ) cinema massimo - sala tre (via verdi 18) - 12/2/2008 in occasione dell omonimo spettacolo, programmato alla cavallerizza reale da martedì 13 febbraio a domenica 2 marzo nell ambito della stagione del progetto rettilario, il cinema massimo propone il film diretto da rainer werner fassbinder cui lo spettacolo è direttamente ispirato. d…
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Teatro - tre sorelle
Febbraio 11, 2008
Di anton cechov teatro valdocco (via salerno 12) - dal 12/2/2008 al 17/2/2008 in una noiosa città di provincia tre sorelle aspettano, ricordano e sperano…
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Teatro - dillo con un bacio
Febbraio 11, 2008
Di alberto di risio e paolo belli teatro alfieri (piazza solferino 4) - dal 12/2/2008 al 17/2/2008 uno dei più grandi capolavori della letteratura internazionale diventa musical nell allestimento di new backstage productions….
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Fotografia/ Scatto del soldato Usa stremato vince il World Press Photo
Febbraio 11, 2008
Fotografia/ Scatto del soldato Usa stremato vince il World Press Photo
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Hollywood/Terminato lo sciopero degli sceneggiatori: c’è l’accordo
Febbraio 11, 2008
Hollywood/Terminato lo sciopero degli sceneggiatori: c’è l’accordo
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Libri/ Tante storie di vampiri raccolte in un unico volume
Febbraio 11, 2008
Libri/ Tante storie di vampiri raccolte in un unico volume
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Anteprima/ La romantica ed eterna storia di Romeo e Giulietta stasera alla Scala
Febbraio 11, 2008
Anteprima/ La romantica ed eterna storia di Romeo e Giulietta stasera alla Scala
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Fitness/ Quando lo yoga si unisce alla danza… arriva il Port de Bras
Febbraio 10, 2008
Fitness/ Quando lo yoga si unisce alla danza… arriva il Port de Bras
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Cinema, sale e sòle/ Da vedere nel week end “30 giorni di buio”, evitare “Asterix alle olimpiadi”, scontato…
Febbraio 10, 2008
Cinema, sale e sòle/ Da vedere nel week end “30 giorni di buio”, evitare “Asterix alle olimpiadi”, scontato…
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Gardens of the night: choc per il film che parla di pedofilia
Febbraio 10, 2008
Al Festival del cinema di Berlino è stato presentato un film che tratta di temi molto forti. Stiamo parlando di Gardens of the night, un film che tratta di pedofilia. E, nonostante la pellicola non contenga scene troppo forti, molte persone hanno abbandonato la sala dove veniva proiettato. Troppo lo choc per il tema […]
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Un Piano per Los Angeles: il Broad contemporary art museum
Febbraio 10, 2008
Di Manuela Grassi
La scala mobile sale lentamente lungo la facciata, fino al tetto del Broad contemporary art museum, un nuovo stupefacente spazio dedicato all’arte, creato da Renzo Piano e fortemente voluto da Eli Broad, il “Lorenzo de’ Medici” della California. “L’ascesi prepara alla contemplazione” spiega l’architetto. E non solo. Una volta entrati dal terzo e ultimo piano si può cedere al gioco e scendere “come palline da flipper” per le due scale laterali esterne, segni grafici rosso fuoco disegnati sulle pareti di travertino. Non si può non pensare alla scala mobile del Beaubourg. Certo il panorama è molto diverso, al posto dei tetti di Parigi ci sono i ciuffi ondeggianti di palme altissime, le ville con giardino, i boulevard trafficati della sterminata Los Angeles.
L’edificio è il primo dei quattro previsti nel progetto di ampliamento del Los Angeles County museum of art (Lacma) ed è l’esordio di Piano nella città californiana. L’intera operazione è stata battezzata Transformation: metamorfosi del luogo ma anche idea di un’architettura viva, mobile, sensibile all’aria e alla luce.
“Quando ho visto per la prima volta Hancock park, l’area su cui erano stati costruiti negli anni i vari edifici del Lacma, ho avuto l’impressione di un caos disastroso ma anche di una popolazione felice e a proprio agio in un posto che le appartiene” racconta l’architetto ligure, ormai cittadino del mondo, nell’aereo studio serra del Renzo Piano Building work-shop a Punta Nave, Genova.
Los Angeles è la città dell’arte contemporanea: “Il Paul Getty di Richard Meier è come l’Acropoli, domina dall’alto, il Moca di Irata Isozaki è stretto in mezzo ai grattacieli, il Lacma è il museo della città”. Nel 2001 l’architetto olandese Rem Koolhaus firma un masterplan che prevede di demolire quasi tutti gli edifici. Il progetto da 300 milioni di dollari non supera il referendum indetto dal comune. Entra allora in scena Broad, consigliere fiduciario del museo, collezionista di arte moderna e contemporanea (circa 2 mila opere): coinvolge Piano di cui è grande ammiratore.
“Ho accettato a patto di poter ragionare sull’insieme” ricorda l’architetto. Broad conserva una lettera di Piano: “Caro Eli, come ti ho già detto, è molto frustrante eseguire un buon brano con un quartetto ad archi nel mezzo di tre brutti concerti rock”. Il colpo di grazia per Broad arriva con la metafora delle tre bambole russe. “Renzo mi disse: “Questa bambola molto piccola è il Bcam (Broad contemporary art museum, ndr), quest’altra è il resto del Lacma, e la più grande è il posto intero, compreso Hancock park, fino al Page museum (scienze naturali, ndr)””.
È finita che Broad ha sborsato 50 milioni di dollari per la costruzione del Bcam, più 10 per l’acquisizione di nuove opere, il resto è stato coperto da altri sponsor e dal comune (finora 200 milioni di dollari).
L’arte di Piano si fonda sulla conoscenza dei luoghi: “Conoscere significa entrare nei ritmi climatici, temere il caldo soffocante della piana di Los Angeles, apprezzare l’Indian summer di San Francisco, capire che anche una città diffusa su un territorio vasto, dove tutti vivono in automobile, ha i suoi riti, la sua anima”.
Il progetto è già nel genius loci: “Bisogna solo prestargli attenzione”. Il posto dove sorge il Lacma ha la vocazione del parco: “Può diventare un piccolo Golden Gate park, come quello di San Francisco, o un piccolo Central park come quello di New York”.
Su quest’idea ha lavorato. Tolto il parcheggio all’aperto, che è stato interrato e verrà coperto dal verde, Piano non ha esitato a eliminare la strada che tagliava il parco in due, Ogden street (vincendo le resistenze del comune). È stata creata una “spina” pedonale che collega i diversi edifici, creando una vera e propria cittadella.
“Una misura che corrisponde all’incirca a quella di San Gimignano” spiega l’architetto. “Ed è questa l’immagine che ho usato, perché con gli angelenos, abituati a percorrere lunghe distanze in automobile, si fa fatica a capirsi sulla “scala pedonale””.
Dal Lacma west, una costruzione storica degli anni 30 che ospitava un grande magazzino e ora sarà la sede delle attività culturali, si arriva al Bcam e da lì, attraverso una piazza coperta che è il nuovo ingresso del Lacma, ai vecchi edifici che ospitano le collezioni storiche del museo, più di 100 mila pezzi.
Los Angeles è l’Oriente: “La differenza culturale tra East coast e West coast è la stessa che c’è tra Occidente e Oriente. La California condivide la cultura del Pacific rim, delle terre sismiche bagnate dall’Oceano Pacifico: Giappone, Australia, Nuova Caledonia. Tutti paesi segnati dall’effimero, dove le cose sopravvivono grazie alla loro leggerezza. Non è un canone estetico, ma il sublimarsi attraverso i secoli di una necessità”.
Piano ha progettato l’aeroporto giapponese di Kansai, uscito indenne dal terremoto di Kobe del 1992, l’Opera House e Aurora Place di Sydney e il Centro culturale Jean-Marie Tjibaou a Nouméa, in Nuova Caledonia, usando il bambù insieme a tecnologie sofisticatissime, un capolavoro insuperato di relazione poetica tra l’edificio e l’ambiente.
L’architettura occidentale al contrario ha sempre privilegiato la pietra, fino agli esiti estremi: per gli architetti di Adolf Hitler che progettavano edifici monumentali ampi 17 volte la cattedrale di San Pietro il materiale di costruzione doveva sfidare il tempo e la storia. “Ma la pietra non è eterna, può andare in pezzi, eterno è al contrario il gesto che si ripete immutabile, come quello che permette agli artigiani giapponesi di ricostruire i loro templi ogni vent’anni” chiosa l’architetto.
Naturalmente Eli Broad pensava al marmo e alla pietra per il suo museo, che doveva avere le stigmate del monumento (le opere d’arte tuttavia restano di proprietà della sua fondazione e vengono “prestate” al Lacma). Dopo qualche discussione è stato scelto travertino di Tivoli, lavorato a Massa Carrara. “Anche per creare una connessione con l’edificio Lacma West, che purtroppo è costruito con una pietra bruttissima”. Ma il travertino è grezzo, cangiante, una pietra viva. Il tetto, di cui Piano è piuttosto orgoglioso, è un capolavoro di tecnologia e trasparenza. “L’idea è di avere tre grandi stanze per lato, ampie e alte come dei loft, senza colonne. Il terzo piano è inondato di luce naturale dall’alto”. Sofisticati schermi solari deviano i raggi del sole, che penetrano nell’edificio sempre da nord.
Michael Govan, il direttore del Lacma, sottolinea la versatilità del museo: “Al primo livello si possono esporre le opere di grandi dimensioni”. E infatti fino a pochi giorni prima dell’inaugurazione, l’8 febbraio, Richard Serra stava installando due sue enormi sculture in acciao tra imprecazioni coloritissime.
All’ultimo piano, con la bella luce naturale, le opere più classiche. Al piano di mezzo, con illuminazione artificiale, video arte e progetti. Il simbolo di questa idea di rotazione è l’ascensore, una vera e propria stanza in movimento: 6 metri per 3, può portare fino a 40 persone o trasportare opere d’arte; insieme alla scala mobile esteriore dipinta di rosso squillante e battezzata “spider”, ragno, sottolinea la natura dinamica dell’edificio.
Il museo è stato concepito anche in stretta collaborazione con un gruppo di artisti. Robert Irwin, che ha disegnato il giardino monumentale del Getty Center a Los Angeles, ha piantato 400 palme “washingtonian” (alte fino a 25 metri) che dondolano al vento, dopo averle cercate una per una. Sulla facciata sud del Bcam freme l’opera di John Baldessarri, enormi teli blu in tessuto da vela, su cui è riprodotta la sua mano che con un cellulare fotografa le palme.
“Si tirano su come si tira su un fiocco” precisa Piano, appassionato velista. Poi, quando Baldessarri dovrà far posto a un altro artista, le tele verranno arrotolate, magari per essere riscoperte tra cent’anni.
Chris Burden ha installato 200 lampioni vintage della Los Angeles storica, che ha accuratamente restaurato. Jeff Koons, che espone un’opera nell’Entrance Pavillon, ha disegnato una grande installazione (per ora un progetto) in cui un vagone ferroviario del 1940 sta appeso a testa in giù a un argano gigante. E ogni tanto sbuffa vapore.
L’ adesione di Piano alla cultura californiana, leggera, effimera, attenta alla natura, ha ispirato anche il suo lavoro a San Francisco, dove ha realizzato l’ampliamento della California academy of sciences, l’edificio più ecologico degli Stati Uniti. Il nuovo Planetario, la Rainforest Exhibit e l’ingresso dello Steinhart aquarium sono ricoperti da un tetto dalla superficie ondulata, sul quale sono stati piantati 4 milioni di graminacee: “Un tetto che nasce, muore, rinasce, più effimero di così”.
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IVA E Zanicchi Loriana Lane Presidente e madrina del Premio di San Valentino”,”detectedSourceLanguage”:”es
Febbraio 10, 2008
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IVA ZANICCHI E LORIANA LANA PRESIDENTE E MADRINA DEL PREMIO SAN VALENTINO
Febbraio 10, 2008
[businessportal24] Il 14 febbraio, alle ore 19, nella suggestiva Torretta Valadier, (Ponte dei Lucchetti), celebrato nel libro di Federico Moccia, avrà luogo la premiazione delle frasi d’amore più belle e originali da inviare con un SMS, appositamente scelte da una commissione composta da Iva Zanicchi ed esponenti della giunta del XX Municipio di Roma, Massimiliano Fasoli, Presidente, Marco Perina Assessore alla Cultura, Gianni Giacomini Assessore alle Scuole, Umberto Sacerdote Assessore alle Attività Produttive, Marco Clarke Assessore ai Lavori Pubblici) e da personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo.
Quest’anno la scelta della madrina è caduta su Loriana Lana. L’autrice romana, che ha firmato canzoni per Iva Zanicchi e collaborato con i premi Oscar Morricone e Bacalov, ha pubblicato di recente “SMS diVersi”, (menzione speciale al Premio Elsa Morante), originale raccolta di brevi poesie d’amore da inviare con il telefonino, la cui prefazione è siglata da Silvio Berlusconi, coautore insieme Loriana di “Tempo di rumba”, portata al successo da Mariano Apicella.
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