Davide Colombo del Deboscio ho rifatto il look alla Chiesa
Marzo 14, 2008
Di Gianmaria Padovani
“Come artista sono già vecchio. Oggi si comincia a fare l’artista a 21 anni”, dice Davide Colombo, creativo de Il Deboscio, il collettivo che, dal 2001 a oggi, ha prodotto un marchio di tshirt, un’etichetta musicale e due libri. Fino ad ora, il gruppo di sperimentatori milanesi non si era mai addentrato in operazioni artistiche. C’è da rifare l’immagine coordinata, l’opera (nella foto) creata da Colombo, è la prima incursione nel genere.
Panorama.it ha incontrato l’autore per capire come e perché è nata questa installazione che sarà esposta alla LittleItaly Gallery di Milano fino al 22 marzo, e che - dopo pochi giorni dall’inizio della mostra - è stata acquistata dal regista Mario Monicelli.
Come nasce C’è da rifare l’immagine coordinata?
Non ho mai fatto arte né sono mai stato un artista. E anche in questo caso non credo si tratti di un’operazione precisamente artistica. Certo, il luogo è determinante: se fai un’installazione in una galleria, l’installazione diventa in qualche modo arte, o forse sarebbe meglio dire che si propone come opera d’arte. Ma il mio vuole essere un lavoro più trasversale, tra il pubblicitario e la comunicazione. A ben vedere, oggi, la maggior parte degli artisti ha molto a che fare con la pubblicità e la comunicazione.
Pensi a Cattelan?
Non solo.
Come si compone la mostra?
Di un’installazione e nove multipli. L’installazione consiste in una scritta sul muro - il titolo della mostra - e la scultura di un Cristo in ginocchio su un ceppo, già decapitato. Non vediamo l’accetta, non vediamo sangue… Non vediamo insomma una scena iperrealista, alla Cattelan.
Vuoi dire che è la rappresentazione di una scena già diventata simbolica, quasi come la scultura di una rappresentazione sacra?
Sì, è una rappresentazione più classicheggiante e iconica, meno d’effetto rispetto a una statua iperrealistica. La materia di cui è fatta la scultura dà un effetto simile a quello dell’alabastro. Piedi, mani e testa sono bianchi, appena traslucidi.
La riflessione da cui nasce C’è da rifare l’immagine coordinata viene da un’osservazione che risale alla tua infanzia.
Fin da piccolo ho guardato all’iconografia di San Giovanni Battista come qualcosa di fuorviante rispetto a quello che si proponeva. Nella mia mente avveniva una sovrapposizione: San Giovanni è sempre stato rappresentato in modo molto simile al Cristo. In quella testa staccata dal corpo, che fosse nelle mani di Salomé o sul vassoio, ho sempre visto Cristo.
Hai cercato di immaginare come si sarebbe sviluppata la simbologia cristiana cambiando l’episodio centrale, la Crocifissione che qui diventa Decapitazione.
Mi divertiva questa idea un po’ alla Ritorno al futuro. Che cosa sarebbe successo se le cose fossero andate diversamente, insomma. Essendo il logo della Chiesa, la corce, uno strumento di morte, nel caso della decapitazione ho provato a immaginare una Chiesa con l’ascia come simbolo principale.
C’è da rifare l’immagine coordinata è un’installazione pensata anche per suscitare un dibattito?
Si, ma non necessariamente in senso negativo. E comunque non è l’obiettivo principale: io sono partito non tanto dall’idea del Cristo decapitato, quanto dall’ipotesi del rifacimento di un’immagine coordinata. Ho preso il primo esempio di brand della storia, forse è anche quello più celebre al mondo, la Croce. Il Cristo decapitato, però, è solo un pretesto, un’ipotesi. Non è volutamente blasfemo né provocatorio “alla Toscani”.
In che modo questa operazione ha a che fare con il progetto Il Deboscio?
Come Deboscio abbiamo sempre cercato di evitare un fine esplicito. Non c’è, insomma, una risposta alla domanda “perché questa mostra?”. Detto ciò, il lavoro di C’è da rifare l’immagine coordinata è un’evoluzione perché ci porta in un terreno sul quale non ci eravamo mai cimentati. Il filo che ricollega ad altri progetti precedenti sta nel tentativo di cercare di affrontare alcuni aspetti della realtà da un’angolazione diversa.
Hai lavorato da solo al progetto?
Mi sono appoggiato a uno scultore che lavora prevalentemente la cera, specializzato in calchi, e che si era già cimentato in lavori che avevano a che fare con il sacro. Per questa ragione ho pensato fosse la persona più adatta per tradurre meglio in oggetto l’idea.
Sebbene tu sostenga che C’è da rifare l’immagine coordinata non nasce da un’idea volutamente provocatoria, non puoi negare che il soggetto e il modo in cui l’affronti siano spiazzanti.
Di sicuro c’è un certo gusto per l’ironia che pervade tutte le attività del Deboscio. Sono voluti anche il senso di straniamento e l’applicazione di determinati metodi a soggetti che normalmente non li richiederebbero. Ma, per tornare a quanto dicevo prima, questo è un canone che si è sempre usato nella comunicazione e nella pubblicità. Qui è fatto in modo più rumoroso, forse più stronzo. Ma la regola è sempre la stessa.
Ci sono altri campi in cui vorresti cimentarti?
Tutti. Il Deboscio è un brand che brucia formati: l’abbigliamento, l’editoria, l’arte… Ecco, forse nell’alimentare non vedo grosse potenzialità, ma solo per via del logo e del nome Deboscio. Anche se si potrebbe pensare a un energy drink “Il Deboscia”…
Dici “brucia formati” perché sono progetti che hanno vita breve?
Non necessariamente. Ci si può tornare sopra, ma sempre rinnovandosi.
Quali sono i tuoi punti di riferimento artistici, se ne hai?
Preferirei non averne. Ma, certo, ci sono artisti che ho stimato più di altri, anche se non hanno niente a che fare con quello che ho fatto in questo caso. Sono Vincenzo Agnetti ed Emilio Prini. Agnetti è stato un artista puramente concettuale degli anni Settanta. Prini è stato inserito suo malgrado nel gruppo Arte Povera. Secondo me è stato il migliore della sua generazione.
Al centro di questa operazione c’è la tua ricerca attorno al concetto di brand. Che cosa hai voluto dimostrare?
Assolutamente nulla. C’è da rifare l’immagine coordinata è un semplice esercizio di stile. Data un’ipotesi, Cristo decapitato invece che crocifisso, cerco di dare la mia soluzione al problema “come si sarebbe evoluto il brand della Chiesa?”.
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Online il sito ufficiale dello scrittore Vittorio Paganini
Marzo 14, 2008
[businessportal24] vittoriopaganini.it, sito ufficiale dell’ex NOCS Vittorio Paganini, ora scrittore affermato. Le pagine, pubblicate in concomitanza con l’uscita del nuovo romanzo “Corioni”, offrono una panoramica non solo sul Vittorio Paganini scrittore, offrendo un archivio completo e dettagliato delle sue pubblicazioni (ricordiamo “Il Sequestro”, pubblicato per Mondadori e vincitore di svariati premi letterari), ma anche sulle attività umanitarie a favore dei Nativi Americani in cui il nostro è attivamente impegnato.
Il blog, che Vittorio aggiornerà personalmente, ha lo scopo di stringere un rapporto continuo e attivo con i visitatori di questo spazio, e conterrà pensieri, suggerimenti per la lettura, riflessioni. In poche parole, un sito da mettere nei preferiti e da visitare spesso, per scoprire ed entrare nel mondo di questo interessante autore.
Dettagli tecnici: il sito è stato realizzato dal professionista spezzino Andrea Belmonte, su piattaforma Microsoft .Net C# con supporto di database relazionale MySql.
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Il primo romanzo di Diego Bertagnini Gli Occhi del Silenzio
Gennaio 19, 2008
[businessportal24] Bergamo 18 gennaio 2008 “Un nuovo autore italiano si affaccia nel mondo della letteratura”. “La vita scorre inesorabile su di noi… ci trasporta nei suoi viaggi, verso mille percorsi e ciò che raccogliamo sono i frammenti, i frammenti delle vite che incontriamo, delle anime che amiamo”. Sono tanti i libri che decantano la capacità di farci sognare, pensare e riflettere. Non tutti lo fanno. Se amate vagabondare in un racconto in cui vi perderete, ritrovandovi immersi nel mondo di Andrea, allora “Gli Occhi del Silenzio” è il libro per voi.
Diego Bertagnini, classe 1975, con stile trascinante ed appassionante, vi accompagnerà nel viaggio del protagonista, quando ad un certo punto della sua vita si trova ad affrontare quelle che sono le situazioni mai risolte. Inizia così il viaggio attraverso i ricordi, in quel passato che ha formato il suo “io”. Andrea si racconta e ci fa sentire le emozioni che anche lui vive. Condivide con noi le sue paure e le sue gioie. In due parole: ci coinvolge. Un nuovo autore che vale la pena scoprire. Scopriamolo.
Lulu.com: Lulu.com è il mercato leader per i nuovi contenuti digitali su Internet, con oltre 300.000 titoli pubblicati e oltre 4.
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IL RESTAURODELLARCHITETTURA METODI E TECNICHE DI ANALISI
Gennaio 9, 2008
[businessportal24] Il libro è rivolto al Corso di Specializzazione in Restauro Architettonico dell’Università di Ibagué (Colombia) che si svolge ogni anno tra luglio ed agosto e a tutti i ricecatori e studiosi interessati e si pone come obiettivo primario quello di avvicinare il lettore alle ragioni, alle scelte e ai modi operativi che sono alla base della lettura e della conoscenza di un manufatto architettonico di valore storico-artistico.
Il volume intende fornire una conoscenza di base dei metodi e delle tecniche necessarie per analizzare un manufatto architettonico non solo rivolgendosi alle sue parti visibili ma anche a quelle “invisibili” in quanto un’architettura nasce proprio dallo stretto legame che esiste tra creazione delle forma e la sua struttura.
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E USCITO IL NUOVO ROMANZO SUI TESCHI DI CRISTALLO
Gennaio 9, 2008
[businessportal24] L’ autrice italiana Enza Varvara, con il libro “IL TESCHIO DEL DESTINO” ha stupito il mondo letterario con una storia che svela finalmente il segreto sui tanto screditati reperti archeologici di dubbia origine che tanto affascinano tutti gli appassionati del mistero e dell’archeologia.
“La mia teoria”, spiega l’autrice, “si distanzia dalle comuni ipotesi finora fatte sull’argomento. Volevo dare un’impronta originale e unica a tutto quello che finora è stato detto su questi misteriosi reperti. Non volevo creare il solito romanzo esoterico, volevo dar vita ad una storia dai risvolti umani, con personaggi dall’animo vero, in cui ognuno si può identificare e magari anche voler assomigliare. La mia conclusione non spiega l’origine di tutti i teschi, come quella che si allaccia al vecchio mito di Atlantide, ma mira a svelare la soluzione di uno solo, del più famoso e perfetto teschio esistente: quello di Mitchell-Hedges. E’ su quest’ultimo che ruota tutto il romanzo. L’interpretazione dei rimanenti teschi sarà una logica conseguenza di quella da me inventata e che lascio al lettore la possibilità di immaginare e di intuire.
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La fossa comune un romanzo ambientato in Russia nel fatidico anno 1993
Gennaio 4, 2008
[businessportal24] E’ disponibile sul sito http://www.lulu.com/content/1340344
“La fossa comune”, il nuovo romanzo di Alessandro Bastasi.
Il senso del libro è tutto riconducibile a una data fondamentale per la Russia moderna: lunedì 4 ottobre 1993. In quel giorno quello che restava della vecchia Unione sovietica è stato spazzato via dalle cannonate di Eltzin. Calata in questo scenario, la storia del protagonista Vittorio Ronca, coinvolto in un attentato al presidente russo, è emblema della storia delle illusioni delle donne e degli uomini che avevano vent’anni nel 1968 e che, storditi dalla Milano da bere e dal trionfo degli yuppies degli anni ’80, hanno creduto di intravedere, attraverso le macerie del muro di Berlino, nuove prospettive possibili per l’umanità. Ma anche queste sono abbattute dai carri armati che danno l’assalto alla Casa bianca sulle rive della Moscova in quel freddo lunedì di sole.
L’autore è stato testimone dal vivo di tutti gli eventi descritti nel romanzo.
Per eventuali contatti inviare una mail a:
sandro.bastasi@rcm.inet.it
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Audiolibri letteratura hitech in italiano e gratis Un filo unisce larte
Dicembre 27, 2007
[businessportal24] Con gli audiolibri un filo unisce l’arte, è una nuova letteratura, bella, gratuita, comoda e coinvolgente, da ascoltare dove vuoi e quando vuoi, come lo straordinario racconto di G.L.
Tannamori “animulae - le toscane profumano di limoni”, narrato da Ludovica Modugno e disegnato in copertina da Osvaldo Cavandoli; non perderlo, sparalo nelle orecchie, è musica d’uomo allo stato puro.
Il racconto è pubblicato gratis su iTunes store nella sezione arte dei podcast come audiolibro, videolibro e libro pdf.
Sito ufficiale:
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SUCCESSO MULTIMEDIALE PER GLI SMS DIVERSI DI LORIANA LANA
Dicembre 5, 2007
[businessportal24] Ebbene sì. “SMS diVersi” di Loriana Lana, nota autrice di canzoni, appassionata d’informatica e tecnologia, definita da molti la pioniera della poesia post-moderna, sta spopolando in rete.
Loriana, nel suo libro, racconta l’amore ai tempi del telefonino. Quattro righe, un distillato di poesia e nasce un vero e proprio genere letterario che conquista sia i teen-ager dei lucchetti che i loro nonni. Le sue poesie cominciano a circolare sui telefonini accompagnate da un MMS, via e-mail, su YOUTUBE, un passaparola, una moda, ecco l’arte della comunicazione. Un esempio?
“Nel fruscio di un bacio infinito
catturerai la stella
che dimora presso la mia carne
e quando ascolterai la brezza di un ricordo,
altro non sarà
che il mio respiro d’amore perso nella notte.”
La prefazione del libro, menzione speciale al Premio “Elsa Morante”, è siglata da Silvio Berlusconi, con il quale l’autrice romana firma il successo di Apicella: “Tempo di rumba”.
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Audiobook audiolibri libri leggere in italiano e gratis nellera delliPod
Dicembre 4, 2007
[businessportal24] La nuova letteratura hi-tech sta ai libri di carta, come il Telegrafo al telefono o le tavole d’argilla alle pergamene, i supporti digitali rendono la conoscenza universale più vicina e comoda, più precisa e inalterabile, facilmente trasportabile aggiornabile, ipod iphone kindle mp3 si stanno sostituendo ai vecchi sistemi di divulgazione, una rivoluzione come quella avvenuta nel mercato musicale investirà in modo ancora più fulmineo il mercato editoriale,
leggere non sarà più come prima, praticità libertà gratuità fantasia, gioia di esprimersi, sono le nuove regole della letteratura moderna, un esempio? Il racconto rapido, sgaio, improvviso, di G.L. Tannamori, “animulae – le toscane profumano di limoni” narrato splendidamente da Ludovica Modugno e disegnato in copertina da Osvaldo Cavandoli, è pubblicato gratuitamente su iTunes store nella versione audiolibro e videolibro, preparativi a due ore insolite, il resto vi sembrerà storia stracotta.
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Lo IED di Torino reinterpreta la borsa Boudoir per Kristina Ti
Dicembre 4, 2007
[businessportal24] In esposizione da dicembre a gennaio, presso i negozi Kristina Ti, le proposte realizzate dalle studentesse del III anno del Corso di Fashion and Textile Design dello IED di Torino ispirate a “Boudoir”, borsa icona di Kristina Ti. Un modello d’eccezione, creatività e ricerca del particolare: questi gli ingredienti del progetto didattico di Visual Merchandising, dedicato al mondo degli Accessori, commissionato da Kristina Ti, affermata stilista torinese di fama internazionale, all’Istituto Europeo di Design di Torino.
Sette giovani Fashion Designers del III anno del Corso Triennale post-diploma in Fashion and Textile Design (a.a. 2007-2008) hanno svolto uno stage di due settimane all’interno del laboratorio sartoriale dell’azienda produttrice dove, sotto la guida di Cristina Tardito, fondatrice del marchio, hanno lavorato ad una reinterpretazione in chiave creativa, libera da ogni vincolo stilistico o di materiale, della borsa “Boudoir”.
Unendo l’abilità manuale ad una totale libertà d’immaginazione, ogni studentessa ha proposto una collezione per la borsa “Boudoir” e, grazie all’utilizzo di tessuti, passamanerie, rifiniture e bottoni forniti dalla Maison, ha declinato il modello originale seguendo la propria ispirazione.
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SMS diVersi DI LORIANA LANA PRESENTATO CON SUCCESSO A ROMA
Dicembre 2, 2007
[businessportal24] È riuscita alla grande la presentazione del libro “SMS diVersi” (menzione speciale al “Premio Elsa Morante”) di Loriana Lana che si avvale della prefazione di Silvio Berlusconi, coautore con Loriana di successi di Mariano Apicella. Hanno introdotto la serata l’On. Antonio Tancredi e l’Assessore alla Cultura Marco Perina, mentre la conduzione è stata affidata ad Antonio Preziosi, giornalista parlamentare.
Tra gli ospiti, Aldo Donati e Velia della Schola Cantorum. Beatrice Margiotti (voce italiana di Sharon Stone), ha letto alcune delle mini poesie. E poi tanta musica, le canzoni di Loriana scritte per Iva Zanicchi, il mini show di Aldo Donati che esegue la splendida “Canzoni stonate”, composta per Morandi e che ora, riproposta da Andrea Bocelli e Stewie Wonder, ha conquistato anche l’America con circa cinque milioni di dischi venduti. Arrivano le telefonate di Iva Zanicchi, Mariano Apicella e messaggi di Luis Bacalov (premio Oscar per il Postino) con il quale Loriana collabora da tempo, Piero Mazzocchetti, trionfatore al Festival di Sanremo, Chicco Sfondrini di “Amici”.
Presenti in sala anche gli attori e il regista di “Sono diventato etero!” successo teatrale della stagione che si avvale delle canzoni di Loriana.
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iPhone iPod e audiolibri la letteratura hitech in italiano e gratis
Novembre 28, 2007
[businessportal24] La nuova letteraura, la scarichi gratis e te la godi quando e dove vuoi tu, è sgaia, scattante, freestyle, come “animulae - le toscane profumano di limoni”, audiolibro italiano pubblicato su iTunes Store, un racconto straordinario: fatto con le parole di G.L. Tannamori, la voce narrante di Ludovica Modugno, la Linea di Osvaldo Cavandoli.
L’audiolibro, il libro in formato PDF e il videolibro, sono pubblicati integralmente e sono disponibili gratis nella sezione podcast su iTunes Store (programma freeware per Mac e PC della Apple).
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Tokyo Hentai Marco Cerutti espone alla Galleria Annovi di Sassuolo MO
Novembre 16, 2007
[businessportal24] La galleria Annovi ArteContemporanea è lieta di presentare Tokyo hentai, mostra personale di Marco Cerutti a cura di Ivan Quaroni. Per l’occasione saranno esposte una quindicina di nuove opere del giovane artista torinese che rappresentano l’evoluzione della sua ricerca artistica.
Marco Cerutti, classe 1977, appartiene a quella generazione cresciuta guardando film di animazione e cartoni animati giapponesi come Goldrake e Mazinga. Proprio per questa ragione ha scelto Tokyo, la capitale del Sol Levante, come scenario e al tempo stesso soggetto principale dei suoi lavori. L’artista dipinge continuamente sempre la città, una Tokyo notturna, illuminata esclusivamente dai neon delle insegne pubblicitarie, ma questa volta in versione hentai, ovvero perversa.
Una megalopoli ipertecnologica animata da seducenti personaggi dei fumetti ritratti in posizioni esplicitamente erotiche. Gli Hentai infatti non sono che parodie in chiave erotica dei manga giapponesi. Se questi sono indubbiamente il più diffuso e diversificato medium del giappone contemporaneo ecco dunque che sullo sfondo di una Tokyo notturna appaiono, in questi nuovi lavori di Cerutti, personaggi animati inseriti in situazioni che sono talvolta irreali e fantastiche.
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